Ti porterò in quel luogo,
ove il vento parla alle canne
che veleggiano,
cantando su acque
quasi sempre placide,
immobili, identiche
nello scorrere degli anni.
Ti porterò in quel luogo,
dove il sole fende radente,
abbagliando ombre lunghe
di pioppi, sui sentieri neri
di desolazione e silenzi.
Ti porterò in quel luogo,
dove la carne vibra
di piacere, di dolore.
Ed entreremo nelle pieghe
più oscure e torbide
dell’anima,
della tua, della mia,
della nostra.

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