The City of K. è il Franz Kafka Museum, il museo dedicato allo scrittore praghese
"Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.” Franz Kafka
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| Il Franz Kafka Museum |
Ebbene la guardai con aria interrogativa, pensando che
stesse scherzando e cercando di capire che cosa volesse dire. Lei, vedendomi
così perplessa mi riformulò la domanda e dunque compresi che sì, non sapeva
effettivamente chi fosse Kafka.
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La celeberrima statua di David Černy.
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Le risposi che si trattava di un importante scrittore boemo,
di lingua tedesca; in verità dissi ceco, temendo che non comprendesse. A questo
punto mi ribadì il concetto: “perché dovrei visitare il museo?” La mia risposta fu che, se non sapeva chi
fosse costui, forse non aveva molto senso che lo visitasse. Sollevata, continuò
ad ammirare con le amiche la statua degli uomini piscianti e mi congedò
allegramente.
Sorvolando sul fatto che trovo quantomeno inquietante che
non si sappia chi sia Kafka, non dico aver letto tutti i suoi romanzi, almeno
riconoscerlo come scrittore! Vorrei sottolineare, tra l’altro che le fanciulle
erano studentesse universitarie.
Sono certa che invece tu sai benissimo chi sia Kafka e lo trovi uno scrittore
quantomeno intrigante, allora ti invito caldamente a visitare questo museo!
Tra l’altro, vista
l’affluenza dei visitatori, bassa, bassissima, a fronte di una Praga sempre
affollata di turisti, devono essere in molti a non avere idea di chi sia questo
Signor K. Ahimé!
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| La casa natale dello scrittore. |
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| La 'Minuta Haus ' dove visse negli anni dell'infanzia. |
Ho trovato il Kafka Museum non un semplice e banale museo;
lo definirei piuttosto un’esperienza, almeno per me lo è stata. Può piacere o
meno, come esperienza, e a me, facile a capirsi, è piaciuta: intensa,
emozionante, toccante.
Ne parlerò in modo parziale e impressionistico, oltre che personale,
così da non svelarti tutto. E si tratta di una esperienza multi-sensoriale:
visiva, visuale, uditiva e di pancia, se
questa fosse un senso; non solo un viaggio mentale, dunque. È un percorso,
quasi un'immersione, direi, nella vita sia personale che letteraria dello
scrittore, con al centro il suo rapporto stretto, strettissimo, quasi claustrofobico
con la sua città. Il museo ruota proprio attorno a tale rapporto. Il museo è in lingua ceca e inglese, solo le citazioni sono in tedesco.
Dirò in poche
battute che cosa mi ha colpito.
Molto, il rapporto con la famiglia e particolarmente la
figura del padre: immensa, che ben si può cogliere nella lettere al padre. E la
figura di lui: un bimbo vivace, sensibile, intelligente e piuttosto irriverente
fin da piccolo.
“I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e alcuni addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.”
E lo sfondo della città che si fa figura: la sua Praga, il
rapporto con essa quasi fisico, viscerale.
La passione per la scrittura portata avanti come
una sorta di missione maniacale, ossessiva e pura.
Ben si coglie poi, l’aspetto della scissione tra il burocrate e lo
scrittore: servitore dello stato, zelante e perfetto di giorno; vorace e
appassionato scrittore, che scardina le regole della borghesia e ne dissolve i
meccanismi assurdi, di notte.
La sofferenza quasi fisica che lo ha divorato fino a
diventare vera e propria malattia fisica, alla fine della vita. Quasi una sorta
di autopunizione, di auto-consunzione.
Infine, il rapporto con il giudaismo e il misticismo ebraico, fondamentale nella parte conclusiva della sua vita.
Inutile aggiungere che sono uscita da questa esperienza con la
voglia di leggere e rileggere tutti i
suoi romanzi, racconti, diari e epistolari.
Unica nota stonata: l’immancabile comitiva di italiani, che
si comportano al museo come se si trovassero in piazza o al mercato!





Un museu di uno scrittore che parla della societá in termini come minimo allucinanti (Metamorfosi!) magari non attrae un granché.... un McDonald's d'altra parte... :)
RispondiEliminaEffettivamente....
EliminaPraga è magica e Kafka è il suo cuore....Vorrei ritornare..Grazie per essere passata da me, buon fine settimana
RispondiEliminaKafka ultimamente mi perseguita, è come se mi gridasse che non gli ho dato abbastanza peso, avendolo archiviato come "lettura liceale"... Devo sicuramente riprenderlo in mano.
RispondiEliminaCiao Paola, grazie di essere passata e di esserti fermata!
EliminaDirei che fai sempre in tempo a rimediare e ho idea che non te ne pentirai...
Poi, la vena ironica e a tratti comica di kafka, forse ai tempi del liceo nn si poteva cogliere, almeno io nn la colsi... :)
buona lettura!