Kafka era ceco?
Se fai questa domanda ad un italiano di cultura medio-alta, ti risponderà di sì ed avrà ragione, in un certo senso, però…
La stessa domanda mi fu rivolta dalla mia insegnante di
lingua e cultura ceca, anzi ci fu rivolta nel famoso corso di cui ho già
ampiamente dettagliato, però così formulata: “Quali personalità della cultura ceca, conoscete?” Intendendo
scrittori, musicisti e via dicendo. Le risposte furono ovviamente: Antonín Dvořák, Bedřich Smetana, Milan Kundera e, naturalmente, Franz Kafka!
Replica della professoressa: “Ma Kafka non è ceco!” E poi,
di fonte ai miei occhi sgranati: “Certo,
è nato e vissuto a Praga ma è uno scrittore di lingua tedesca, dunque non ceca!”
Una curiosità: il padre di Franz era ebreo ma assimilato e di lingua ceca, mentre la madre era di lingua tedesca; tutt'oggi Kafka è un nome piuttosto diffuso in Boemia (nella versione ceca è Kavka e significa cornacchia, mentre Kafka è germanizzato).
Una curiosità: il padre di Franz era ebreo ma assimilato e di lingua ceca, mentre la madre era di lingua tedesca; tutt'oggi Kafka è un nome piuttosto diffuso in Boemia (nella versione ceca è Kavka e significa cornacchia, mentre Kafka è germanizzato).
Perché questa premessa?
Ho notato che è presente, almeno in Italia, una certa
fascinazione verso la cultura ceca e paradossalmente essa passa per autori,
supposti cechi ma che non lo sono sensu strictu, eventualmente sono di cultura austro-ungarica. Nel caso di Kafka, poi, la sua è una doppia alienazione dal mondo ceco, in
quanto ebreo, sebbene al tempo vi fosse stata una assimilazione della comunità
ebraica alla città e una progressiva germanizzazione. Inoltre, la Praga del suo tempo aveva una ricca
vita culturale perché parte di un ambiente mitteleuropeo vivace, ricco, cosmopolita e
multiculturale.
Al tempo dell'impero Austriaco, poi Austro-Ungarico,
le comunità di lingua tedesca presenti non solo in Boemia ma anche in Moravia, erano
numerose e piuttosto floride; ricordo, ad esempio, che Freud
nacque vicino a Brno. Esse, inoltre, non erano solo composte da ebrei
askenaziti, ma anche da coloni tedeschi, che si erano spostati per motivi di affari o che semplicemente vi vivevano da secoli. Tali comunità di lingua tedesca sono
oggi quasi del tutto scomparse per motivi storici, soprattutto in seguito alla espulsione in massa delle genti di lingua tedesca, avvenuta dopo la seconda guerra mondiale (vedi qui per saperne di più). Oggi la Repubblica Ceca,
se escludiamo Praga e pochi luoghi di confine con l'Austria e con la Germania, è un
paese esclusivamente di lingua ceca e poco propenso all'utilizzo delle lingue altre.
Quando, fuori dal centro di Praga, chiedi a qualcuno se parla inglese, nella migliore delle ipotesi ti risponderà tedesco e poi scoprirai che conosce solo i numeri; in alternativa i più anziani risponderanno russo e allora procederai alla lingua gestuale e infine abbandonerai frustrato il tentativo di comunicazione.
Quando, fuori dal centro di Praga, chiedi a qualcuno se parla inglese, nella migliore delle ipotesi ti risponderà tedesco e poi scoprirai che conosce solo i numeri; in alternativa i più anziani risponderanno russo e allora procederai alla lingua gestuale e infine abbandonerai frustrato il tentativo di comunicazione.
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| Kafka Café nella piazza dedicata allo scrittore |
Ecco, anche oggigiorno, una cosa è Praga col suo stile aperto e multiculturale, con una ricca vita artistica e culturale e con gli studenti da tutto il mondo a popolarla e a renderla vivace, altra è il resto del paese che trovo piuttosto monotematico, monolingue, monotono pure, uniforme, chiuso e poco propenso ad aprirsi all'altro. Al link inoltre trovi utili approfondimenti su Praga e Kafka.
Ora però voglio raccontarti la storia di Libuše, sai chi è?
Non credo, ecco dunque la sua storia.
La leggenda di fondazione del popolo ceco narra che la principessa Libuše fondò Praga nell'VIII secolo, più esattamente nel 730. Libuše aveva fama di essere una veggente. Sul letto di morte fece chiamare suo figlio Nezamysl e gli disse: «Torno dai miei antenati ma prima voglio svelarti un segreto. Quando tuo nipote (il futuro duca Hostivit) regnerà sulla mia gente di Boemia, arriverà un piccolo popolo straniero a chiedere ospitalità. Tuo nipote offra loro protezione: porteranno benedizione sulla nostra terra!». Si dice che Libuše sia stata la figlia del mitico condottiero ceco Krok, più giovane delle altre figlie, la guaritrice Kazi e la maga Teta, era la più saggia delle tre sorelle e fu scelta a succedergli dal padre. Più tardi sposò Přemysl l'Aratore da cui ebbe 3 figli: Nezamysl, Radobyl e Lidomir. Libuše profetizzò la fondazione di Praga dal suo castello di Libušín (secondo leggende più tarde Vyšehrad). (fonte: Wiki)
Perché vi racconto questa storia?
Perché lo trovo un mito di fondazione bellissimo e che vede protagonista una donna, inoltre mi pare un aspetto autenticamente ceco e anche
una chiave di lettura per capire queste genti.
Tra l’altro, a quanto mi è dato di intendere, la leggenda di
Libuse o Libussa in tedesco, di tradizione orale è stata scritta per la
prima volta non da un ceco ma bensì da un tedesco, tale Johann Karl August
Musäus, che alla fine del 1700 si premurò di scrivere storie, leggende e fiabe
della tradizione germanica e slava.
E ancora ritroviamo questo curioso intrecciarsi delle due
culture coabitanti il territorio. Interessante l’aspetto che le figure femminili sono protagoniste e non semplici comparse. Se ti interessa il ciclo delle leggende ceche, seguendo il link troverai pane
per i tuoi denti.
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| Mucha Museum, Praga. |
Passando dalla musica alle arti figurative, chi celebrò la cultura slava fu Alfons Mucha, il pittore moravo meglio conosciuto come il più importante esponente dell'art nouveau. Fra il 1910 e il 1928 nel castello Zbirov dipinse venti grandi tele (6 x 8 metri), che illustrano i principali avvenimenti della storia slava fra il III e il XX secolo. Ricordo che nel 1918 la Cecoslovacchia ottenne l'indipendenza e si costituì come democrazia. Queste opere vennero create proprio con l’intento di celebrare il popolo slavo e la sua storia, Epopea Slava è il titolo del ciclo pittorico Qui puoi vedere i quadri dell'Epopea Slava.




grazie per queste interessanti informazioni che non conoscevo. Sono stata a Praga e vorrei ritornare, mi ha affascinato dal primo istante...Buona domenica e grazie per essere passata da me....
RispondiEliminaGrazie a te, Chiara!
Eliminaè vero: Praga è sempre affascinante... una città splendida!
Bellissimo articolo, molto interessante! Complimenti! ;)
RispondiEliminaGrazie Marco, felice che ti piaccia! :)
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