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Parigi, Gare della TGV, Aeroporto Charles de Gaulle
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Ecco, sì, ci sono i boschi; ci sono le mucche; ci sono i verdi prati morbidi e ci sono i silenzi. Ci sono le placide acque gelide, assopite e nascoste tra le brume.
Ecco, io però non ci sono, non son di questi spazi , non appartengo a questi
luoghi silenziosi, dove tutto cambia molto poco ed è segnato dall'inesorabile
ritmo rassicurante delle stagioni. Nacqui, comunque, in un luogo di campagna e lo
ammetto, la campagna non l’ho mai troppo amata.
Adoro gli incontri casuali, spesso assurdi; adoro chiacchierare
senza uno scopo o un senso; sono una
sprecona di tempo e di senso, non necessariamente di spazio, forse.
Le migliori conversazioni gratuite e insensate le ho avute, possibilmente, in treno, in aereo, o in
autobus: luoghi, non luoghi di passaggio verso imprecisati altrove; incrociarsi
di vite, pezzetti di storie che, se vuoi, puoi raccogliere ma non è affatto
obbligatorio.
La più recente. Una linguista parigina, con un perfetto
British English così raro in Francia, che si reca da Parigi a Praga,
appassionata di musica tradizionale e che ama suonare il flauto in una Ensanble
di musica celtica; il tutto in una anonima, quanto odiata cittadina provenzale.
Una bella tipa, molto molto radical chic e per nulla antipatica!
Il più originale. Una sorta di manager d’arte, macedone, che
vive in Canada, incrociato mentre rientrava dalla biennale d’arte di Venezia,
dove aveva alcuni suoi artisti a partecipare. Folgorato dalla bella energia che
sentiva per le calli: energia di giovani che si stanno muovendo anche in Italia,
diceva, anche se sentiva i giovani
italiani piuttosto stanchi e delusi. E io gli
credo, davvero! Un personaggio molto simpatico e vitale, alle
prese con la gestione della sua famiglia da una parte all'altra del mondo ma, mi diceva, se vuoi vivere con l'arte è in Canada che devi stare. La moglie e i figli non la pensavano esattamente così. E sì
a convincermi che avrei imparato anche una lingua slava, ti devi solo
applicare! Piuttosto ottimista.
Il più buffo e tragico. Un signore molto molto corpulento che
in un volo Ryanair continuava a ingozzarsi con cibo spazzatura e io a mordermi
la lingua, per non dirgli, guarda che ti stai ammazzando! Occupava anche mezzo
del mio posto e io non ho fatto una piega, nonostante la posizione scomoda. Per fortuna il volo era breve! Poi alla fine
ci siamo guardati negli occhi e ci siamo fatti una bella e sonora risata: eravamo
corporalmente opposti e in perfetto equilibrio! Abbiamo parlato poco, la nostra era una comunicazione non verbale!
Il più affascinante. Un tizio spagnolo, un aspirante insegnate di yoga
madrileno, incontrato in treno in una notte italiana di un luglio molto molto
torrido. No, non è andata esattamente come immaginate…
Al suo ingresso aveva catturato la scena del compartimento e raccontava con tono molto appassionato e intenso ai suoi amici galleghi, della sua recente vita, dello spostarsi da Madrid a Barcellona o viceversa, non ricordo, del suo lavoro. Mamma quanto parlava! Io lo trovavo assolutamente esilarante: ne ero ipnotizzata, lo ammetto. Diceva poi di come dormiva, da un paio d’anni sul suolo, sulla nuda terra e di come si sentiva benissimo. Questo bel tipo non mi ha comunque degnato di uno sguardo e si è limitato a salutarmi, chiedendomi se ero brasiliana, visto che parlavo in portoghese coi suoi amici galleghi: lo spagnolo non lo mastico molto ma lo comprendo. Mi è sembrato, comunque, un gran bel complimento: le piccole soddisfazioni degli incontri casuali e inconsistenti!
Al suo ingresso aveva catturato la scena del compartimento e raccontava con tono molto appassionato e intenso ai suoi amici galleghi, della sua recente vita, dello spostarsi da Madrid a Barcellona o viceversa, non ricordo, del suo lavoro. Mamma quanto parlava! Io lo trovavo assolutamente esilarante: ne ero ipnotizzata, lo ammetto. Diceva poi di come dormiva, da un paio d’anni sul suolo, sulla nuda terra e di come si sentiva benissimo. Questo bel tipo non mi ha comunque degnato di uno sguardo e si è limitato a salutarmi, chiedendomi se ero brasiliana, visto che parlavo in portoghese coi suoi amici galleghi: lo spagnolo non lo mastico molto ma lo comprendo. Mi è sembrato, comunque, un gran bel complimento: le piccole soddisfazioni degli incontri casuali e inconsistenti!

Belli gli incontri interessanti.
RispondiEliminaPerò mi sa che io uno spagnolo logorroico non ce la farei ad affrontarlo :D
:) vero!
Eliminabeh non è facile zittirmi a lungo e questo ci è riuscito.... :)))
ciao Elle e grazie!
gli incontri casuali sono spontanei e rari,ne ricordo qualcuno anche io, a volte possono cambiarti la vita...
RispondiEliminaciao Chiara, benvenuta tra le storia di LIlith...
Eliminaè vero , possono cambiarti la vita alcuni incontri avvenuti per caso...
Un abbraccio e grazie per esserti fermata!
Sì, bellissimi gli incontri come questi. Anch'io conosco un insegnante di yoga spagnolo, ma se lui mi parlasse anche per 24 ore lo starei a sentire senza stancarmi. E non perché parli bene o perché mi interessi particolarmente quello che dice... ;-)
RispondiEliminaahhhh :)))
Eliminamagari è lo stesso, o forse è la scuola spagnola...
Ciao Silvia e grazie per esserti fermata, è sempre un piacere!