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| Il nostro ameno villaggio boemo |
Ho già avuto modo di raccontare di come sia bello e bucolico il
posto dove vivevo in Repubblica Ceca: paesaggi ameni e agresti, ancora apparentemente
intatti; dolci colline ondulate; campi verdi e ancor più verdi boschi.
Una volta in Boemia e nonostante gli enormi ostacoli dovuti
al non parlare la lingua, abbiamo trovato una casa in affitto, abbastanza velocemente. La
sistemazione non era certo ottimale, trattandosi di un ameno villaggio con
nemmeno 200 abitanti, a quasi quattro chilometri dal centro più grande, senza servizi
di alcun genere, senza negozi e noi, all'epoca, senza auto e senza avere la minima
idea di quel che ci avrebbe riservato l’inverno incipiente. Ma tant'è: un po’ la
fretta di avere una casa, un po’ il fatto che eravamo stufi di stare nella penzion, alla fine accettammo questa
sistemazione, tra l’altro in una tipica casa boema ottocentesca, appena ristrutturata. Anche
perché non avevamo e non avremmo avuto altre alternative. Bella era bella, così
come il villaggio, non c’è che dire! Per di più, i proprietari della casa erano persone veramente carine, disponibili e molto corrette.
Così, appena sistemati nella nostra uova casetta, andai un
po’ in giro a perlustrare i luoghi, prima che iniziasse a nevicare. Un giorno in cui si era alzata la nebbia e dunque si poteva ammirare il paesaggio, stavo
camminando sul crinale della collina, quando in lontananza vidi stagliarsi delle
ciminiere, dei camini grandi, grandissimi, enormi! E pensai: ma cosa sarà
mai….??? Pare proprio... ebbene sì, sembrerebbe... o forse è ... UNA CENTRALE ATOMICA!
Ma che vai a pensare, sei la solita paranoica...
Dunque, appena agguantai una qualsiasi collega di mio marito, che parlasse inglese, chiesi lumi sulle enormi ciminiere. La malcapitata mi guardò con aria tra il rassegnato e il triste, un po’ imbarazzata. Confermò la mia ipotesi.
Facciamo un gioco: guarda le foto e scopri l'intruso!
Dunque, appena agguantai una qualsiasi collega di mio marito, che parlasse inglese, chiesi lumi sulle enormi ciminiere. La malcapitata mi guardò con aria tra il rassegnato e il triste, un po’ imbarazzata. Confermò la mia ipotesi.
Facciamo un gioco: guarda le foto e scopri l'intruso!
Trattasi di Temelin, la centrale nucleare della Boemia Meridionale: si vede ovunque tu sia, in qualunque parte della
regione tu ti trovi, essa domina il paesaggio dall'alto delle sue torri di raffreddamento.
La vedi e la senti.
Sorvolo sulla mia reazione isterica a tale notizia. Della
serie: ma che sia un elemento di dettaglio andare a vivere a dieci km da una delle
più grandi centrali nucleari d’Europa? Insomma dirlo, avvisare prima? Nessuno accennò
a tale fatto, appunto, un dettaglio. Nessuno da queste parti pareva
darvi peso: tutto normale, fa parte del naturale corso delle cose. Nessuno
protesta e perché mai dovrebbe?
Le uniche manifestazioni contro la centrale, le ho viste oltre
confine, in Austria. Giustamente agli austriaci non va giù di stare a poche
decine di chilometri da questo mostro e lo dicono ad alta voce!
Dicevo che si sente. Nella fattispecie ogni primo mercoledì
del mese a mezzogiorno suona un allarme terrificante. Se non lo sai di che si
tratta, ossia di una specie di prova, ti viene un colpo! Ovunque tu sia, lo senti. Se sei in campagna hai un
effetto amplificato dalla eco, che mette seriamente a rischio le tue coronarie,
credimi! Partono poi una serie di annunci incomprensibili, ovvio, per te che
non capisci un tubo di ceco. E quando ancora non sai di che si tratta,
pensi: ma sarà un attacco aereo? Gli
hanno detto a questi che la guerra è finita? Che cavolo succede… ???
Se hai la fortuna di essere insieme ad altri e di vedere
la loro reazione: nulla, assente, allora capisci che non è successo niente. Niente di
grave, almeno.
Se invece come me ti trovi a casa, da solo, e non sai nulla
di questi allarmi, vivi qualche minuto di autentico terrore, finché non ti
spiegano che accidenti sta accadendo. Ovviamente nessuno aveva preventivamente
dato istruzioni al riguardo.
Quando, con la nostra amica spagnola abbiamo chiesto notizie su: che accidenti facciamo in caso di incidente, ci sono dei rifugi??? C’è
qualcosa da fare, oltre ad andare in panico? Sempre che gli stranieri
comprendano che di incidente si tratta. Nessuno ha saputo o voluto, rispondere.
Se i rifugi esistono, ammesso e non concesso che servano a qualcosa, sono
riservati a pochi fortunati, evidentemente.



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