mercoledì 19 febbraio 2014

Paesaggi bucolici ma non solo...


Il nostro ameno villaggio boemo
Ho già avuto modo di raccontare di come sia bello e bucolico il posto dove vivevo in Repubblica Ceca: paesaggi ameni e agresti, ancora apparentemente intatti; dolci colline ondulate; campi verdi e ancor più verdi boschi.
Una volta in Boemia e nonostante gli enormi ostacoli dovuti al non parlare la lingua, abbiamo trovato una casa in affitto, abbastanza velocemente. La sistemazione non era certo ottimale, trattandosi di un ameno villaggio con nemmeno 200 abitanti, a quasi quattro chilometri dal centro più grande, senza servizi di alcun genere, senza negozi e noi, all'epoca, senza auto e senza avere la minima idea di quel che ci avrebbe riservato l’inverno incipiente. Ma tant'è: un po’ la fretta di avere una casa, un po’ il fatto che eravamo stufi di stare nella penzion, alla fine accettammo questa sistemazione, tra l’altro in una tipica casa boema ottocentesca, appena ristrutturata. Anche perché non avevamo e non avremmo avuto altre alternative. Bella era bella, così come il villaggio, non c’è che dire! Per di più, i proprietari della casa erano persone veramente carine, disponibili e molto corrette.
Così, appena sistemati nella nostra uova casetta, andai un po’ in giro a perlustrare i luoghi, prima che iniziasse a nevicare. Un giorno in cui si era alzata la nebbia e dunque si poteva ammirare il paesaggio, stavo camminando sul crinale della collina, quando in lontananza vidi stagliarsi delle ciminiere, dei camini grandi, grandissimi, enormi! E pensai: ma cosa sarà mai….??? Pare proprio... ebbene sì, sembrerebbe... o forse è ... UNA CENTRALE ATOMICA! Ma che vai a pensare, sei la solita paranoica...
Dunque, appena agguantai una qualsiasi collega di mio marito, che parlasse inglese, chiesi lumi sulle enormi ciminiere. La malcapitata mi guardò con aria tra il rassegnato e il triste, un po’ imbarazzata. Confermò la mia ipotesi.

Facciamo un gioco: guarda le foto e scopri l'intruso!

Guarda bene, vedi nulla di strano?
La foto è quello che è ma dal vivo si vede benissimo!


Trattasi di Temelin, la centrale nucleare della Boemia Meridionale: si vede ovunque tu sia, in qualunque parte della regione tu ti trovi, essa domina il paesaggio dall'alto delle sue torri di raffreddamento. La vedi e la senti.
Sorvolo sulla mia reazione isterica a tale notizia. Della serie: ma che sia un elemento di dettaglio andare a vivere a dieci km da una delle più grandi centrali nucleari d’Europa? Insomma dirlo, avvisare prima? Nessuno accennò a tale fatto, appunto, un dettaglio. Nessuno da queste parti pareva darvi peso: tutto normale,  fa parte del naturale corso delle cose. Nessuno protesta e perché mai dovrebbe?
Le uniche manifestazioni contro la centrale, le ho viste oltre confine, in Austria. Giustamente agli austriaci non va giù di stare a poche decine di chilometri da questo mostro e lo dicono ad alta voce!

Dicevo che si sente. Nella fattispecie ogni primo mercoledì del mese a mezzogiorno suona un allarme terrificante. Se non lo sai di che si tratta, ossia di una specie di prova,  ti viene un colpo! Ovunque tu sia, lo senti. Se sei in campagna hai un effetto amplificato dalla eco, che mette seriamente a rischio le tue coronarie, credimi! Partono poi una serie di annunci incomprensibili, ovvio, per te che non capisci un tubo di ceco. E quando ancora non sai di che si tratta, pensi:  ma sarà un attacco aereo? Gli hanno detto a questi che la guerra è finita? Che cavolo succede… ???
Se hai la fortuna di essere insieme ad altri e di vedere la loro reazione: nulla, assente, allora capisci che non è successo niente. Niente di grave, almeno.
Se invece come me ti trovi a casa, da solo, e non sai nulla di questi allarmi, vivi qualche minuto di autentico terrore, finché non ti spiegano che accidenti sta accadendo. Ovviamente nessuno aveva preventivamente dato istruzioni al riguardo.

Quando, con la nostra amica spagnola abbiamo chiesto notizie su: che accidenti facciamo in caso di incidente, ci sono dei rifugi??? C’è qualcosa da fare, oltre ad andare in panico? Sempre che gli stranieri comprendano che di incidente si tratta. Nessuno ha saputo o voluto, rispondere. Se i rifugi esistono, ammesso e non concesso che servano a qualcosa, sono riservati a pochi fortunati, evidentemente.

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